Lanusei in un'antica xilografia
Lanusei in un'antica xilografia. Foto: autore sconosciuto · Public domain · Wikimedia Commons

In Sardegna il cuore dell'inverno ha una sua festa del fuoco. Attorno al 17 gennaio, giorno di Sant'Antonio Abate, in moltissimi paesi dell'isola si accendono grandi falò in piazza e nei rioni. Le guide della Regione indicano la Barbagia e l'Ogliastra come le terre per eccellenza di sos focos, i fuochi del santo. Per chi si trova sulla costa in quei giorni, è il modo più diretto per vedere i paesi vivere una tradizione che appartiene davvero a loro.

Il santo che rubò il fuoco

Nella tradizione popolare sarda Sant'Antonio è il santo che scese negli inferi e ne portò via il fuoco per donarlo agli uomini. Per questo il fuoco è al centro della festa: si accende in suo onore, si benedice, ci si raccoglie attorno. Sant'Antonio è anche il protettore degli animali e delle campagne, e la festa conserva il legame con il mondo agricolo e pastorale. In molti paesi dell'isola la ricorrenza segna anche l'inizio del periodo di carnevale.

Le frasche al posto dei tronchi

Ogni zona della Sardegna ha il suo modo di preparare il fuoco. In alcune aree si usano grandi tronchi cavi, in altre cataste di legna. Nei paesi della costa orientale, e in particolare in Ogliastra, i fuochi sono alimentati soprattutto da sas frascas: le frasche della macchia mediterranea, come corbezzolo e lentisco, raccolte nelle campagne nei giorni che precedono la festa e portate in paese. Bruciando, queste frasche fanno fiamme alte e rapide e lasciano nell'aria un profumo intenso, che chi ha vissuto la festa riconosce subito.

Come si svolge la festa

Le notti principali sono quelle a cavallo tra il 16 e il 17 gennaio, ma il calendario varia da paese a paese e in alcuni centri i fuochi si accendono in altri giorni del mese. In genere il fuoco principale viene benedetto dal parroco, spesso vicino alla chiesa, e da lì la festa si allarga ai rioni. In molti paesi sardi i fedeli compiono dei giri attorno alla catasta prima o dopo l'accensione; attorno alla fiamma si offrono vino e dolci della tradizione, e si resta fino a tardi a parlare e cantare.

Tra i paesi dell'Ogliastra citati dalle cronache locali per i fuochi di Sant'Antonio ci sono Arbatax, Bari Sardo e Baunei, ma la tradizione è viva in molti altri centri della zona. Ogni comunità ha le sue usanze e i suoi tempi, ed è proprio questa varietà a rendere interessante spostarsi da un paese all'altro.

Date e programma cambiano da paese a paese e da un anno all'altro: verificateli sui siti dei Comuni, sulle pagine delle parrocchie e delle Pro Loco. Vicino ai falò seguite le indicazioni degli organizzatori, tenete i bambini a distanza e vestitevi a strati, con scarpe chiuse.

Consigli per chi viene in gennaio

Gennaio è un mese tranquillo sulla costa ogliastrina: niente folla, strade libere, temperature in genere più miti che nell'interno, ma con serate fredde e umide. Per i paesi di collina e di montagna portate abiti pesanti e controllate le previsioni, perché in quota può fare decisamente freddo. Se vi spostate in auto la sera, organizzatevi in modo che alla guida ci sia chi non beve.

Di giorno potete alternare le visite ai paesi con camminate sulla costa, verso il faro di Capo Bellavista o fino alla caletta di Cala Moresca. Per un quadro dell'anno intero leggete anche quando venire ad Arbatax, e per i sapori che accompagnano le feste l'articolo sui culurgiones d'Ogliastra.

Una casa calda vicino al porto

The keys of Calamoresca è un appartamento in un'autentica casa di pescatori nella zona del porto di Arbatax, con riscaldamento, cucina completa e Wi-Fi: una base comoda per rientrare dopo una serata attorno al fuoco. Il Pollicino, il trasporto pubblico locale, passa ogni mezz'ora e collega Arbatax con Tortolì. Trovate tutti i dettagli sulla pagina principale.

Una casa di pescatori nel cuore di Arbatax

The keys of Calamoresca è un appartamento nella zona del porto di Arbatax, con camera matrimoniale, divano letto, cucina abitabile e due balconi, uno con uno scorcio di vista mare. Fino a 4 ospiti, con la caletta di Cala Moresca proprio dietro casa.